Non preoccupatevi.
Sto benissimo.
Davvero.
Non sono sull'orlo della follia, come Jack Torrance.
E' solo per spronarvi ad alzarvi alle 7.00 del mattino, sabato 24 maggio 2008 per ascoltare Che bolle in pentola? di Marina Cepedes Fuentes, in onda su radio due.
Oltre alla soddisfazione di condurre un sano stile di vita, potrete anche ascoltare una meravigliosa intervista alla sottoscritta.
Vi pare poco?
il mattino ha l'oro in bocca il mattino ha l'oro in bocca il mattino ha l'oro in bocca il mattino ha l'oro in bocca il mattino ha l'oro in bocca
giovedì 22 maggio 2008
domenica 6 aprile 2008
Servizio su Io Donna n°10 (marzo 2008)
Servizio su Io Donna n° 7 (febbraio 2008)
Eccoci.Con un ritardo anche inferiore al solito, ecco il servizio che ho avuto il piacere di scattare con Maria Vittoria Backhaus e Sergio Colantuoni per Io Donna.
Noterete che le scannerizioni sono mie. Cioè pessime.Ma non fatevi trarre in inganno. Ho lavorato ore e ore su Photoshop per avere questo effetto "vera artista che non sa usare lo scanner".
E modestamente posso dire che il risultato è ineccepibile.
venerdì 28 marzo 2008
Come sopravvivere all'happy hour a Milano (parte 1)
Chiediamo venia.Nella turbinio dei mille impegni abbiamo trascurato il nostro ruolo di Beatrice nel Paradiso del food.
O era di Virgilio, all'inferno?
Di certo, uno degli angoli di questo luogo indefinito, alla portata di tutti e quindi più imperscrutabile, è l'oscuro sottobosco dell'happy hour.
Noi che l'abbiam visitato più e più volte, abbiamo pensato di far cosa gradita ai nostri lettori segnalando qualche trucco per sopravvivere in esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!
10 segnali che noi faremmo attenzione:
1. Maionese come se piovesse
Notiziona. La maionese non piove. La si mette, di solito volontariamente, per dare nuova vita a vegetali tristi, a insalate stanche di vivere, a patate che han visto tutto o quasi. Niente di male, per carità: anche il cibo malinconico ha diritto ad esistere e a far partecipe il vostro stomaco dei suoi tormenti esistenziali.
2. Festival del gratin
Altra notiziona. Il gratin non è una festa nazionale e chi vi indugia, non ha tanto una missione patriottica, quanto piuttosto una missione estetica: il restyling di paste e verdure fuori moda da rendere trendy con un tocco di haute couture. Un tulle di bechamel, un velo di fromage, un coup de four... et voilà: altro che la fata turchina!
3. Assaggini minuscoli
Piattoni e piattini allegramente mescolati sul tavolo del buffet? Beh, può darsi che siano anche dei preziosi assaggi di caviale Beluga o di ostriche Belon, ma più facilmente potrebbe trattarsi degli ultimi sgoccioli di un vassoio un tempo gigante, con cui i curatori del buffet hanno stretto una intensa relazione sentimentale e da cui giustamente faticano a separarsi. E chi siamo noi per spezzare questo idillio?
4. Pasta pasta pasta. E pure scotta
L'happy hour patriottico, in pieno ossequio alla tradizione italiana, è tutto teso a non farci mancare la pasta, in caso nelle poche ore che separano la pausa pranzo dall'aperitivo un'imporvvisa carestia l'avesse fatta sparire tutta dalla circolazione. I soliti malpensanti - segnaliamo solo per completezza dell'informazione - sostengono che costi poco e si ricicli con facilità, e i soliti incontentabili che la trovano (di frequente) scotta, sospettano uno più passaggi al microonde.
5. Scent of ferment
Probabilmente da qualche parte nel mondo c'è una tecnica gastronomica che prevede la preparazione di un piatto e la sua espozione all'aria per almeno una settimana affinchè, fermentando, acquisisca quel particolare saporino frizzante. Qualcosa è comunque trapelato da noi, perchè ogni tanto troviamo in mezzo al buffet uno o più campioni di questa specialità. Tuttavia, se questa ricetta ha senso in una cultura in cui l'anziano ha un ruolo diverso nella società, il nostro limitato background culturale ci impedisce di offenderla con un atto così poco rispettoso come il metterla sul nostro piatto al pari di una qualsiasi insalata appena fatta.
6. Pesci al vento
Anche questa è una tecnica gastronomica che appartiene a culture lontane. Culture in cui, probabilmente il mal di pancia è un atto di connessione con le profondità del proprio essere. Per nostri limiti, insiti peraltro nella cultura occidentale, noi preferiamo astenerci da pratiche alle quali non siamo all'atezza.
7. Chips posse
Ah, le chips! Croce delle diete ipolipidiche per la loro tendenza a saltarti in mano senza preavviso, delizia dei curatori dei buffet per la loro capacità di fare massa e riempire spazi a costo bassissimo! Ordunque, se anche le chips, nonostante quanto sopra sono riuscite ad invecchiare serenamente indisturbate sul tavolo del buffet, che dire del resto?
8. Insalata di riso
Capostipite indiscussa dell'happy hour triste, l'insalata di riso di solito si unisce ad olive verdi snocciolate, arachidi, quadrettoni di focaccia e arachidi salate. Per una misteriosa legge della fisica, il riso, in questo contesto è sempre misteriosamente scotto fuori e crudo dentro. Ha quasi del miracoloso.
8. Verdure sbriciolate
Magari esiste anche il caviale di fagiolini lessi o il caviale di cavolfiore. Ma davvero prevede la riduzione in poltiglia dei suddetti vegetali? Curiosa ricetta. Nel timore però che sia il risultato di surgelati stracotti, noi pavidamente ce ne asteniamo.
10. Cocktails da dimenticare
Ultimo insignificante dettaglio. L'happy hour dovrebbe ruotare attorno ai cocktails. Ma se i baristi sono improvvisati e neppure di buona volontà, che ne sarà del buffet?
Lo scopriremo solo vivendo. Comunque adesso abbiamo un po' paura.
mercoledì 26 marzo 2008
Servizio su Elle di febbraio 2008

Gioielli di gusto, ovvero dolci di frutta fotografati come gioielli.
Come anticipato e promesso qualche post fa, e col solito ritardo affinchè non vi preocupiate, ecco qualche foto.
E anche complicato, come mio solito, ma reso possibile dalla bravura della fotografa Laetitia Farellacci, mia compagna d'avventure in queste missioni possibili ma impegnative.

Le scannerizzazioni, peraltro, non sono all'altezza. Le ho fatte io, naturalmente.
giovedì 7 febbraio 2008
L'Artusi al supermercato

Interno giorno. Una giovane ed eroica food stylist attende il suo turno al banco della salumeria, nonostante le tocchi l'ingrato compito di acquistare alimenti che disapprova.
Commesso - Prego, mi dica.
Giovane donna - Mi dà 3 fette di roast beef, per favore?
Commesso - (perplesso) Di che?
Giovane donna - (scandisce) Di - rooost - beeef. Quello là dietro.
Commesso - (con aria contrariata) Ah, voleva dire il rosbìf!
La giovane food stylist prende nota del fatto che dal punto di vista dell'Artusi ha ragione il commesso.
Avrebbe anche potuto pensarci da sola.
martedì 29 gennaio 2008
Consigli per gli acquisti!
Su Elle di febbraio vi è un meraviglioso servizio di food dal titolo Gioielli di gusto, a firma della sottoscritta con le splendide foto di Laetitia Farellacci.
Tra un pochino posterò qualcosa, ma se nel frattempo volete qualche dolcino brillante per ravvivare, che so, una cena sanvalentinica, sapete cosa fare.
Bon appetit!
Tra un pochino posterò qualcosa, ma se nel frattempo volete qualche dolcino brillante per ravvivare, che so, una cena sanvalentinica, sapete cosa fare.
Bon appetit!
martedì 15 gennaio 2008
Vita da foodstylist
Qualche giorno fa, ho passato diverse ore della mia giornata lavoratuiva a preparare il materiale per un servizio.Modo elegante per dire che ho fatto la spesa per parecchie ore.
Ora, fare la spesa per un servizio di food non è lo stesso che fare la spesa, e a volte devo importunare i commessi con richieste imbarazzanti.
"55. Prego?"
"Si, buongiorno. Senta, avrei bisogno di un po' di calamaretti, ma mi occorrono i più piccoli che ha. E le dovrei chiedere una cortesia: glieli posso indicare io? Sono per una foto..."
O_0
"Mi può dare quello? Grazie! E anche quello lì! E anche quello là sotto... si, lo vede, sotto quello gigante con i tentacoli spezzati... grazie... si, perfetto. E senta, quelle codine carinissime là sotto la foglia di prezzemolo, si proprio a fianco alle capesante, me le fa vedere? Ah grazie, bellissime! Prendo anche quelle."
"Ecco, a lei!"
"Grazie mille!"
(Urka! Tutti a me i matti!)
Credits photo: photographer Giandomenico Frassi; foodstylist Roberta Deiana
tratta da: Elena Spagnol, In cucina, Ed. Salani 2002
sabato 18 agosto 2007
Pane e sushi
INTERNO GIORNO, sala di un ristorante - Seduti ad un tavolo, da un lato una coppia sui sessant'anni, dall'altro una giovane donna sulla trentina.
Il provvidenziale ristorante, curioso esemplare di fusion estrema, dispone di un menù siciliano, uno coreano e uno giapponese (sic), ed è pertanto in grado di soddisfare sia le esigenze conservatrici della coppia che la tossicodipendenza da sushi della giovane donna, che infatti non esita ad ordinarne una discreta quantità, con visibile soddisfazione.
Non appena il cameriere lo porta in tavola, la coppia si trova faccia a faccia con una portata di sushi per la prima volta nella vita.
uomo: (sinceramente stupito) Ma si mangia?
giovane donna: E' sushi, papà.
uomo: ...
giovane donna: Vuoi assaggiare?
uomo: Ma quella roba bianca cos'é? Mollica di pane?
giovane donna: No, papà, è riso.
uomo: Ah. Sembra mollica di pane.
giovane donna: Assaggia, è buono!
uomo: (nicchia) mmph... non so se sono pronto...
govane donna: Non sai cosa ti perdi! E' buonissimo! (intinge un pezzo di sushi nella soia e lo mangia)
uomo: (stupito) Ma lo mangi così? Senza pane?
giovane donna: (sorride) Papà, si mangia così il sushi!
uomo: (alla moglie) Hai visto questi piatti moderni? No no, non fa per me!
donna: (conciliante) Si, però è bello da guardare.
Il provvidenziale ristorante, curioso esemplare di fusion estrema, dispone di un menù siciliano, uno coreano e uno giapponese (sic), ed è pertanto in grado di soddisfare sia le esigenze conservatrici della coppia che la tossicodipendenza da sushi della giovane donna, che infatti non esita ad ordinarne una discreta quantità, con visibile soddisfazione.
Non appena il cameriere lo porta in tavola, la coppia si trova faccia a faccia con una portata di sushi per la prima volta nella vita.
uomo: (sinceramente stupito) Ma si mangia?
giovane donna: E' sushi, papà.
uomo: ...
giovane donna: Vuoi assaggiare?
uomo: Ma quella roba bianca cos'é? Mollica di pane?
giovane donna: No, papà, è riso.
uomo: Ah. Sembra mollica di pane.
giovane donna: Assaggia, è buono!
uomo: (nicchia) mmph... non so se sono pronto...
govane donna: Non sai cosa ti perdi! E' buonissimo! (intinge un pezzo di sushi nella soia e lo mangia)
uomo: (stupito) Ma lo mangi così? Senza pane?
giovane donna: (sorride) Papà, si mangia così il sushi!
uomo: (alla moglie) Hai visto questi piatti moderni? No no, non fa per me!
donna: (conciliante) Si, però è bello da guardare.
giovedì 21 giugno 2007
Presentazione a Cagliari
Venerdì 22 giugno 2007 - h 19.00
a Cagliari, presso la Libreria Zonza
nel Largo Carlo Felice 76
Presentazione del volume:
In cucina con la maga delle spezie
di Roberta Deiana

presenta Vito Biolchini
Interverrà l'Autrice.
venerdì 15 giugno 2007
Après moi, le buffet

Noi vecchi tossicopedipendenti da aperitivo, si che ne abbiamo visti.
Ne abbiamo visti di scarni, al minimo sindacale di arachidi-patatine-olive; ne abbiam visti di raffazzonati, con i resti del menù del pranzo che avremmo ricostruito ad occhi chiusi, noi paleontologi dell'insalata russa; ne abbiam visti di pretenziosi, distese ordinate di minuscolo finger food, in locali talmente eleganti che nessuno si sognava di mangiare; ne abbiam visto di velleitari, quasi commoventi in quella speranza di redenzione affidata ad un'idea di sushi dispersa tra patate e wurstel; ne abbiam visti di ingenui, parti di gestori improvvisati, sbagliati nelle quantità, nella qualità e a volte anche nella tempistica; ne abbiam visto di modaioli, troppo eleganti persino per mettere a disposizione dei banali piatti; ne abbiam visto di fraudolenti, festival della maionese ubiqua e del gratinato perenne, e abbiam visto la gente della nostra età riempirsi i piatti più e più volte.
Ne abbiam visti di immangiabili, di scaldati al microonde, di spenti, di inquietanti, di minimal-chic, di furbetti, di truffaldini.
Ne abbiam anche visti di stimolanti, di intelligenti, di onesti, di invitanti, di generosi, di ben studiati, di buon livello.
Siamo diventati esperti delle infinite tipologie di buffet, e dei loro infiniti trucchi. Sappiamo distinguere con pochi colpi d'occhio se la roba che cercano di spacciarci è buona, o se si tratta dei soliti avanzi tagliati male.
Però continuiamo a farci un sacco di ape, nonostante la bassa qualità della roba che c'è in giro.
Tanto possiamo smettere quando vogliamo.
martedì 12 giugno 2007
Milano is (heart)burning - Happy Hour remix

Ci permettiamo una piccola glossa alla pur efficace Milano is burning, nuovo tormentone techno-sociologico lanciato da Radio Dj.
Va bene che la vita a Milano è troppo complicata per descriverla in 4 minuti scarsi di base house, però l'assenza di uno dei cardini della vita Milano style, ovvero il rito dell'aperitivo è inspiegabile e, soprattutto, inscusabile.
Per questo, nel nostro piccolo, ci siam presi l'onere e l'onore di comporre alcuni versi immortali per cantare degnamente cotanta beltà. Ahem:
lunedì aperitivo
martedì aperitivo
mercoledì aperitivo
giovedì aperitivo
venerdì per cambiare aperitivo lungo
mi faccio un negroni
mi faccio un mohito
mi faccio uno sbagliato
mi faccio un daiquiri frozen
mi faccio un cubalibre
mangio all'aperitivo
mi piace la pizza fredda
mi piace l'isalata di riso fredda
mi piace la pasta fredda
è la stessa di ieri, meno male
ho ancora sete
mi bevo una ceres
mi bevo una becks
mi bevo una media
ma no che non sto mischiando
ho ancora fame
mi rimangio la pizza
mi rimangio la pasta
mi mangio anche le patatine le noccioline e i taralli al peperoncino
ho ancora sete
facciamo un giro di chupiti
offre il barista
mica vero che sto mischiando
ho un po' di acidità
digerisco male
ho la gastrite da 6 mesi
non capisco perché
sarà l'aria di milano
[ Nota: heartburn n. bruciore m. di stomaco. ]
giovedì 7 giugno 2007
Recensione su Luna
Con un lievissimo ritardo di appena 2 mesi pubblico anche la deliziosa recensione di Gioia Carozzi, apparsa su Luna di Aprile 2007.
Lo so. A volte mi stupisco anche io della mia velocità.
Però, in compenso, visto che bella foto?
Mi sento di dire, senza alcun tema di smentita, che raramente un pezzo di zenzero è stato ritratto in modo più espressivo.
Lo so. A volte mi stupisco anche io della mia velocità.
Però, in compenso, visto che bella foto?
Mi sento di dire, senza alcun tema di smentita, che raramente un pezzo di zenzero è stato ritratto in modo più espressivo.
domenica 29 aprile 2007
Recensione su Il Giornale
venerdì 27 aprile 2007
Segnate sull'agenda: Torino, 14 maggio 2007 h.19,00
Il leone verde Edizioni festeggia 10 anni di vita. Tra le loro pubblicazioni, la bella collana Leggere è un gusto!, imprescindibile per ogni foodie che si rispetti!


Durante la Fiera Internazionale del Libro di Torino, in qualità di autrice del titolo n° 30 della suddetta collana, ovvero In cucina con la maga delle spezie, lunedì 14 maggio, alle ore 19, interverrò alla presentazione: Leggere è un gusto, la tavola dei racconti!
Vi aspetto!
sabato 21 aprile 2007
Psicologia delle masse al buffet (testo minore di scuola freudiana)

Tutto questo girovagare per gli eventi Fuori Salone negli ultimi giorni, mi ha richiamato alla mente un breve studio di uno degli allievi meno conosciuti di Freud, l'ingiustamente sottovalutato Bob O'Fairy, che, infatti, pochi anni dopo lasciò la psicanalisi per dedicarsi all'allevamento di tonni, con la flebile scusa che questi, almeno, non sviluppavano alcun tipo di transfert.
L'ottimo O'Fairy, infatti, ebbe l'idea del famoso studio, quando, alla presentazione di Psicopatologia della vita quotidiana del suo maestro Sigmund Freud, si accorse che, lungi dal prestare attenzione alla spiegazione del testo epocale, la gran parte degli astanti si accalcava al buffet della Sachertorte, spintonando e schiamazzando, tanto da arrecare disturbo ai lavori. Pare addirittura che un esagitato, al momento delle domande, abbia chiesto a Freud se il fatto di non aver ricevuto panna assieme alla sua porzione di Sacher, non avrebbe potuto ingenerare in lui una sorta di nevrosi ansiosa da panna ogni qual volta avesse visto una torta al cioccolato.
Non è nota la risposta di Freud, ma si mormora che abbia fatto cenno a due dei suoi allievi più robusti di picchiarlo all'uscita.
La Psicologia delle masse al buffet di O'Fairy, parte dall'assunto che il cibo in grosse quantità riporti alla luce le pulsioni inconsce all'accumulo, pulsioni legate alla fase orale dello sviluppo, in cui il bambino si percepisce ancora come il centro del mondo. Allo stesso modo, nella folla si attuerebbe una sorta di regressione collettiva in cui la massa diventa un'unico bambino gigante nel pieno sia della fase orale che dell'ora di pranzo, divendo così una creatura difficilmente arginabile, se non a suon di scapellotti.
Inoltre, poiché il bambino-massa si percepisce come una creatura singola, registra l'intero ammontare del cibo a disposizione come destinato a lui. Al tempo stesso, però, percepisce a livello inconscio tutti i singoli componenti: ogni qualvolta qualcuno usufruisce di una singola porzione vive contemporamente il lutto per la perdita di una parte negata a lui e il lutto per la rottura dell'unità bambino-massa.
L'illuminante pamphlet, getta luce sugli oscuri meandri dell'inconscio e sulle pulsioni che solo un tramezzino gratuito o un'assaggio di mousse sanno risvegliare in noi. Avendo assistito a un qualsiasi tasting time, degustazione gratuita o assaggio, è difficile trovare contrastare adeguatamente le parole di O'Fairy. Anzi, viene da chiedersi a quali vette i suoi studi sarebbero potuti arrivare, se non si fosse dato all'ittica.
Ci piace però immaginarlo ancora lì, beato tra i suoi tonni, lontano dalla massa e dalle code al buffet.
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