giovedì 23 aprile 2009

Intervallo: tramonto di burro su di un mare rosa salmone



Forse questa foto non vi dice nulla.

Ma questa, questa e questa sicuramente le avete viste.

Lui è Carl Warner, fotografo di food ma anche gran foodstylist, di quelli che rendono imbarazzante sostenere che fai la sua stessa professione.

Le sue foto parlano da sole.

Caldamente consigliato un giro sul suo sito, da cui proviene anche questa foto, "Salmon Landscape".

venerdì 10 aprile 2009

Semplice come un bicchier d'acqua?


Su Ventiquattro, il magazine de Il Sole 24 ore, questo mese leggiamo un articolo davvero notevole.

L'Adam, L'Associazione Degustatori Acque Minerali, esiste veramente ed è nata dall'idea di un sommelier (Mario Celotti), un maìtre d'hotel (Giuseppe Amati) e uno pneumologo specializzato in idrologia (Alessando ).

L'associazione offre naturalmente corsi per idrosommelier, ma, sul sito, ragala anche una amena Carta delle Acque in cui indica gli come accostare correttamente qualsiasi alimento con la giusta acqua.


L'idea, ovviamente, ci ha mandato letteralmente in sollucchero, tanto più che l'articolo, così come il sito, contengono una serie di suggerimenti davvero notevoli.

Accostamenti consigliati (citiamo testualmente dall'articolo):

- l'acqua è meglio naturale, minimamente mineralizzata, cioè con un bassissimo residuo fisso, su verdure, dolci al cucchiaio e primi come i garganelli al pomodoro.

- l'effervescente naturale va bene sulla mozzarella, sulla pasta all'uovo semplice e su quella ripiena con ricotta e verdura. (...) Il tipo più ricco di minerali è perfetto con il pesce al forno e il roast-beef.

- le acque frizzanti sono adatte ai salumi, al pollo, alla carne rossa. Lo stracotto e la firorentina vanno accostati a un'acqua carica di bollicine, che pulisce il palato.

- sulle ostriche è di rigore la Vichy Saint-Yorre per quel pizzico di bicarbonato in più.

- per lo sushi, lo chef Massimo Perrella indica la Tau, gallese, leggera e dall'accento dolce.

- per i piatti piccanti si raccomanda la Ogo, addizionata con ossigeno (35 per cento) per anestetizzare il palato. La chiamano "l'acqua che respira".

- per accompagnare formaggi stagionati ci vuole l'olandese M'Eau, ricca di calcio e magnesio.


Non lo sapevate?

Sapevatelo, su Confessions of a Food Stylist.


Credits: immagine da istockphoto.com

mercoledì 8 aprile 2009

Ferran Adrià è apparso a Milano


Non vorrei si pensasse che faccia della facile ironia.

No.

Perché Ferran Adrià è davvero apparso a Milano.

Nel senso che ha fatto un'apparizione tanto pubblicizzata quanto fugace.

Lunedì 23 marzo 2009, presso la Galleria Sozzani di Milano ha presentato il suo ultimo libro Un giorno a elBulli (Phaidon Press Limited).

Beh, presentato è una parola grossa.

Era a disposizione per autografare tutti i felici possessori di cotanto tomo.

O almeno questo è quello che mi è stato raccontato.

Accorsa anche io per ammirare The Chef e sentire che cosa avrebbe raccontato, nonstante la mia inusuale puntualità non ho potuto assistere all'epocale evento.

E non per le orde di studenti, pensionati, curiosi, svips etc. accorsi all'avvenimento.

No. Solo perché il privilegio di godere per qualche istante delle sue arti calligrafe e della visione della sua persona era esclusivo appannaggio dei possessori del suddetto tomo.

Ohibò.

Credits: immagine da faces-usa.com (da cui si può comprere anche la sua divertente collezione di accessori da cucina)

domenica 15 marzo 2009

Quelli che il cibo (reprise 2009)

Quelli che io metto l'aglio dappertuttoche fa bene oh yes

quelli che io non posso nemmeno sentire l'odore dell'aglio

quelli che la cipolla cruda se ci metti il limone la digerisci come nulla oh yes

quelli che io mangio solo dissociato

quelli che lo so che mecdonald è una schifezza però è troppo buono oh yes

quelli che non l'ho assaggiato ma non mi piace

quelli che io sono allergico alle verdure posso mangiare solo le scatolette oh yes

quelli che eddai un po' di cocacola al bambino mica gli farà male

quelli che la mela mi resta pesante, magari mi mangio un wafer che almeno è leggero oh yes

quelli che io ho bisogno di zucchero

quelli che io mangio solo biologico

quelli che che ho proprio voglia di qualcosa di buono oh yes

quelli che mangerei solo sushi

quelli che mangio solo pizza

quelli che la sera mi mangio un'insalata per stare leggero oh yes

quelli che io sono una buona forchetta

quelli che che non sono un mangione oh yes

quelli che gli spaghetti ben fatti li sappiamo fare solo noi

quelli che io quando vado all'estero mi porto la caffettiera in valigia

quelli che non ci crederai ma gli spaghetti più buoni li ho mangiati in una trattoria turca a Stoccarda oh yes

quelli che ah, la cucina francese

quelli che mi fa impazzire il cinese

quelli che la nostra cucina è la migliore del mondo oh yes

quelli che le polpette di mia mamma

quelli che la torta di mia nonna oh yes

quelli che mi dai la ricetta? nel senso di domanda

quelli che ti do la ricetta? nel senso di affermazione oh yes

quelli che le cose più buone fanno tutte ingrassare

quelli che per dimagrire basta togliere pane e pasta oh yes

quelli che ti porto nel ristorante migliore della citta

quelli che conosco un posticino dove si mangia benissimo e si spende nulla, la prossima volta ti ci porto oh yes

quelli che ho una fame che mi mangerei anche il tavolo

quelli che mangio di tutto e non ingrasso oh yes

quelli che mangio dopo a casa

quelli che mi si è chiuso lo stomaco

quelli che da domani dieta oh yes

oh yes...



Credits: immagine da ondarock.it

mercoledì 11 marzo 2009

Quando c'è Grazia...



Ecco l'ultimo servizio, uscito su Grazia della settimana scorsa, con le foto di Stefania Sainaghi e lo styling di Federica Bianco.

Prego notare la qualità delle scansioni, bassa solo in apparenza, che, con fatica, ho dovuto mantenere al livello delle precedenti per ovvie ragioni di omogeneità di immagine.

lunedì 2 marzo 2009

Altri dubbi annosi: ma le donne pensano più al cibo o al sesso?


Già in precedenza ci eravamo occupati delle meravigliose ricerche che si producono nella nient'affatto perfida terra di Albione.

Meno male che ci sono gli inglesi.

Perché, col solito lassismo italiano, continuamo a farci scappare quesiti di fondamentale importanza per l'universo.

Per esempio, chi, da queste parti, ha paura di rivelare la scottante verità sul dubbio che ci toglie il sonno, ovvero se le donne pensino più al cibo che al sesso?

Gli inglesi, invece, con la loro celebre tradizione di giornalismo-verità, non hanno paura di aprire i faldoni più segreti, di sollevare il velo sulle verità taciute, anche su quelle più scomode.

Con assoluta coerenza, il Telegraph ha di recente pubblicato un'inchiesta sull'argomento.

La coraggiosa inchiesta ha definitivamente messo in luce che il 70% delle donne inglesi ha fantasie frequenti sul cibo molto più che sul sesso.

La ricerca, solo incidentalmente commissionata da Weight Watcher, mette in luce anche che le stesse intervistate pensano con preoccupazione al loro peso più o meno quanto al sesso.

Nella sconvolgente inchiesta, peraltro, vengono rivelati anche dettagli illuminanti.

Si è infatti scoperto, con gran sollievo dell'intera umanità, qual è l'ora e il giorno migliore per mettersi a dieta.

Volete saperlo?

Il martedì, picco di entusiasmo settimanale, e le 11 di mattina, fascia oraria presumilbilmente occupata da molto altro che non il cibo.

Davvero ammirevole.

Peccato solo che abbiano intervistato esclusivamente donne con diete da fame.

In quelle condizioni una pasticceria è infinitamente più trasgressiva di un locale per scambisti.


Credits: "Cup Cakes Poster" di Howard Shooter, in vendita qui.

sabato 21 febbraio 2009

Lezione di marketing internazionale


Cosa tocca fare per vendere i prodotti italiani in Giappone!

L'azienda parmigiana La fattoria delle delizie, in Italia, ha un sito assolutamente al di sopra di ogni sospetto.

Curiosamente, invece, in Giappone le sue pagine su alcuni siti
commerciali nipponici (lifetech-jp.com e rakuten.com) che commercializzano i medesimi prodotti, hanno uno stile differente e, soprattutto, sono arricchiti da una chicca di grande poesia italiana.

Sì, si tratta dell'ineffabile inno alla Pasta Felice che riportiamo qui di seguito in edizione integrale.

La fattoria delle delizie

Io, Pasta Felice
Io sono la tua Pasta Felice,
fatta con semola di grano duro macinato
con cura ed allegria.
Per Te mi lavorano a lungo, con pazienza e passione,
maestri pastai instancabili e mai soddisfatti.
Impastata a regola d'arte, io corro finalmente alle lucide trafile di bronzo
che mi daranno le forme che piu ti piacciono:
op ! gnocchetti, op ! tagliolini, op ! op ! tagliatelle e pappardelle.
Ancora tutta vibrante per l' euforia della magica trasformazione,
abili mani mi stendono e mi arrotolano in morbide matasse perche io,
in complete relax, lentamente mi asciughi.
Perche tutto si svolga senza fretta
per Te indosso il mio bel vestito trasparente,
e vi infilo, come un fiore, la storia della mia vita.
Eccomi pronta e felice de farti riscoprire antichi sapori dimenticati,
felice di dividere con Te momenti di vera allegria.
Buon Appetito !


Solo una domanda.

Perché?


Credits: immagine dal sito lifetech-jp.com

mercoledì 11 febbraio 2009

Cosa fare se vi propongono un drunch


La prima regola, come ci insegna Douglas Adams è "don't panic", non spaventatevi.

Il drunch non morde, non sporca, non è dannoso per la salute e, per giunta, è pure di moda.

Gli amanti del filologicamente corretto, peraltro, sostengono che si dovrebbe chiamare slunch.

Non preoccupatevi nemmeno in quel caso.

Il drunch è la versione riveduta e corretta dell'ormai vetusto brunch, fusione, come è noto, di breakfast e lunch, colazione e cena.

In pratica, un modo carino per dire che si pranza un po' prima ma si salta la colazione.

Il nostro drunch, o slunch che dir si voglia, invece, va oltre. Non pago dell'unione dei primi due pasti della giornata, si inventa la fusione degli ultimi due.

Drunch unisce quindi dinner e lunch, cioè il pranzo e la cena, inventandosi una sorta di pranzo tardo o di cena anticipata, così si socializza, si mangia un po' di junk food e non si fa troppo tardi.

Un aperitivo, insomma.

Con qualche lieve differenza tipo l'inizio verso le 5-6, il tipico mix di dolce e salato tipico del brunch e degli aperitivi con bar annesso e l'obbligo di socializzazione.

Questa innovativa pratica sarebbe nata, tanto per cambiare, a New York per poi transvolare oltre oceano e diventare trendissima a Londra, Parigi e nel nord Europa.

Ah, quante ne sanno!

Credits: immagine da palscience.com

lunedì 2 febbraio 2009

Nuove discipline sportive: il competitive eating

Adesso non fatemi quelle facce.

Il competive eating è un nobilissimo sport, con tanto di federazione internazionale e stemmino simil-nobiliare.

Come si legge nel sito ufficiale, il competitive eating "è uno degli sport più vari, dinamici e impegnativi della storia" e "data alle origini dell'umanità".

Insomma, è anche lo sport più vecchio del mondo.

Questa impegnativa disciplina, per la cronaca, prevede il consumo nel minor tempo possibile di quantità oceaniche di cibo, di solito junk food.

Tra le ultime gare segnalate sul sito, quella di tamales, quella di pizza, quella di spinaci all'aglio, quella di hamburger, quella di peperoncini jalapenos, quella di grits (una specie di polenta), quella di kolaches alla salsiccia e persino quella di cannoli.

In breve tutto quello che bisogna fare è ingozzarsi senza ritegno.

Facile?

Mah. I competitive eaters professionisti vantano records tipo, cito a caso, 39 hamburger in 2 minuti (Bob Shoutd), 182 ali di pollo in 30 minuti o 66 hot dogs completi in 12 minuti (Joey Chestnut), 141 nigiri sushi in 6 minuti o 71 tamales in 12 minuti (Timothy Janus).

Vabbé, da ragazzoni di buona stazza e di ottimo appetito ci si può aspettare questo e altro.

Ma in questo curioso mondo, persino scriccioli quasi sottopeso come Juliet Lee o Sonya Thomas vantano record impressionanti quali l'ingurgitamento rispettivamente di 6 kg di salsa di cramberries in 8 minuti e di 65 uova sode in 6 minuti (ma anche 80 chicken nuggets in 5 minuti e 46 dozzine di ostriche in 10 minuti!).

Penso che oggi salterò il pranzo per l'ammirazione.


Credits: immagine dal sito IFOCE.com

sabato 24 gennaio 2009

¡Que Viva el Impostor!

¡Maravilloso!

Finalmente un ricettario al profumo di sociologia.

L'autore è il signor Falsarius Chef, personaggio veramente notevole che collabora con El Pais, appare spesso in tv e sta spopolando in Spagna con due libri di "cocina impostora", cioè cucina truffaldina.

Per sottolineare il concetto, peraltro, si presenta in tv con occhiali e baffi finti, e mantiene il più assoluto riserbo sul suo vero nome e sulla professione che esercitava prima di diventare un falsario.

Infatti il suo approccio irriverente tradisce, oltre ad un sano pragmatismo, trascorsi non propriamente accademici.

La sua filosofia è che il cibo in scatola, i surgelati e tutto il cibo precotto sia potenzialmente strepitoso e che basti un po' di intelligenza per preparare dei piatti sopraffini, di cui nessun commensale, per quanto esperto, riconoscerà l'origine modesta.

Non mancando di sense of humor, il signor Falsarius arricchisce le sue ricette con nomi divertenti e le racconta in modo spiritoso, stufo, a quanto sostiene, di ricettari noiosi e di cuochi troppo seriosi.

Manco a dirlo, il suo blog è seguitissimo e i suoi libri spopolano.

Anche noi, in verità, lo ammiriamo.

Prima di tutto perché si deve esser divertito un mondo a spacciare cibi precotti variamente rinfrescati per piatti ricercatissimi e a turlupinare addetti ai lavori dal palato meno fine di quanto loro stessi credessero.

Ma anche perchè è riuscito a volgere a suo favore una curiosa modificazione genetica dell'homo contemporaneus, cioè la sempre più comune insensibilità al retrogusto chimico della maggior parte dei prodotti preconfezionati, che li porta ad ingoiare con soddisfazione i rifacimenti del nostro amico chef.

Quanto al suo precedente lavoro, però, abbiamo qualche sospetto.

Secondo noi era Marketing Manager in qualche azienda di scatolame.


Credits: immagine dal blog Cocina para impostores

sabato 17 gennaio 2009

Sexy come un hamburger

Quei buontemponi di Burger King!

Non contenti di aver seminato hamburger tra i fortunati mortali che ancora li ignoravano, con il chiaccheratissimo progetto Whopper Virgins (sic!), ne hanno escogitata una ancora più bella.

In linea con il trend dei profumi firmati, hanno creato Flame, "il prfumo della seduzione con una nota di carne arrosto", come si legge sul sito, e qualsiasi cosa voglia dire.

E vabbè, de gustibus non est disputandum.

La cosa veramente notevole, però, è il povero re degli hamburger, il simpatico barbone con la corona di cartapesta che gigioneggia nei burger restaurant di tutto il globo.

Costui, infatti, suo malgrado costretto a fare da testimone alla fragranza sexy, viene spogliato e costretto a cercare di esser sensuale e seducente, sempre però con lo stesso faccione di plastica e la finta corona di cartapesta.

Roba che nemmeno il sciur Beckham sembrerebbe carino in siffatta guisa.

Per qualche minuto di innocente divertimento, recativi sul sito suddetto e godetevi lo show.

Potete anche comprare il profumo, in caso l'hamburger sia la vostra idea di profumo da vero maschio.

Piuttosto, speriamo che da McDonalds non cerchino di imitare la trovata. Tremo al pensiero del famoso pagliaccio discinto.

Credits: immagine dal sito Burger King ©

giovedì 8 gennaio 2009

Stanchi della solita trattoria sotto casa? Provate un po' questi...

Come si suol dire, anche l'occhio vuole la sua parte.

E a ben cercare, la trova pure.

Preparatevi per un viaggio ai confini del gusto.

Il ristorante sotto il mare

Situato alle Maldive, presso l'isola di Ithaa, il Blue Water Grill si trova a circa 5 metri di profondità sotto il mare e offre una splendida vista nei pressi di una barriera corallina oltre all'impagabile sensazione di stare dentro un acquario. Parte della catena Hilton, il ristorante ha solo una dozzina di coperti e, ça va sans dire, offre un cucina di lusso, malese fusion. Altero.

Mangiare in Clinica

n perfetta sintonia con la moda della cucina molecolare, The Clinic, a Singapore, è andata anche oltre al flair laboratoriale della suddetta cucina: con una strizzatina d'occhio (dichiarata) alla Pharmacy di Damien Hirst, si sono lanciati senza remore nel farma-kitch, con tanto di attrezzatura medica creativemente usata tra cui segnaliamo i cocktail serviti nelle flebo. Conturbante.

Brancolare nel buio

Dicono che mangiare al buio abbia un o fondamento nell’aumento del piacere sensoriale durante la consumazione del suddetto pasto. Provabilemnte dovuta anche al riuscire a mangiarlo. Fatto sta, che i ristoranti completamente al buio sono in costante aumento. L’ultimo della serie è Dans le noir, a Londra: un’occhiatina la menù nella lounge epoi, via, tutti nell’oscurità più nera, a godere delle gioie del palato. Esoterico.

Haute cuisine?

Ovvero come mangiare e sfidare le proprie paure. Se mangiar bene non vi basta e avete sempre soffero la costrizione di quattro mura anche nei locali da 500 coperti, ecco una soluzione che vi entusiasmerà: a Parigi, Brussel e Dubai l’irresistibile tentazione di mangiare ad un tavolo sospeso a 50.000 metri d’altezza da una gru. Unico requisito, oltre a 30.000 dollari da investire nell’impresa, un’altezza minima di 1 metro e 52 per poter esser imbragati correttamente. Non sarebbe molto carino, infatti, cadere giù a metà pasto. Eventi su misura, su richiesta da dinnerinthesky.com. Esagerato.

L'insostenibile leggerezza del pecoreccio

Stanchi dei soliti posticcini eleganti e a modo? Ecco un posto che (non) ve li farà rimpiangere. Modern toilet, a Kaohsiung City, Taiwan, non solo offer sedili a forma di tazze del wc, i tavolini sono vasche da bagno ricoperte da una lastra di vetro, i tovagliolini sono a forma di rotolo di carta igienica e le pietanze vengono servite in mini tazze del wc o mini bidet. Attenzione: il vero spasso pare che sia ordinare dolci a base di cioccolato, per una maggiore correttezza filologica. Ineffabile.

Sushi for ninja

Se a New York, I camerieri non possono permettersi la lentezza, da Ninja ancora meno. In un sushi restaurant molto quotato, arredato come un castello ninja feudale, i camerieri sono vestiti da ninja e come tali si comportano, inframezzando il servizio con mosse adeguate al personaggio. Dicono che il servizio sia eccellente, peraltro. Accattivante.

Scandinavia per veri duri

La catena degli Ice Hotels è nota. Meno noto è il ristorante annesso, Ice Hotel Restaurant, che coerentemente con la filosofia del posto, serve del buon cibo in piatti di ghiccio. Il menù prevedibilmente, include carne di renna e di alce, ignoriamo, però, se servano piatti caldi. Non fate gli spiritosi: non chiedete di farvi una pizza. Algido.

Understatement cimiteriale

New Lucky Restaurant ad Ahmadabad, India, ristorante semplice e modesto ha piazzato con nonchalance i suoi tavolini spogli tra le tombe di un cimitero. O meglio, il ristorante è stato costruito su di un cimitero, modesto, in verità, ma la cosa, laggiù non scompone quasi nessuno, e anzi, il proprietario sostiene che ai clienti piacciano molto. Si ignora, invece l’esatta ragione che sta dietro la scelta del nome. Arcano.

Cavoli o preservativi?

Cabbages & Condoms, suggestivo ristorante del resort Birds & Bees, all'interno di una foresta pluviale, a solo 1 ora e mezza di guida da Bangkok. In un ristorante di buon livello, potete gustare la simpatica "condom sald" e capire le potenzialità decorative del bistrattato budello di lattice. Portandoci anche i bambini si prendono due piccioni con una fava, per così dire. Istruttivo.

domenica 28 dicembre 2008

Bambola, ti porto a cena fuori!

Ricordate quegli anni grigi della tarda infanzia in cui si cominciava ad avvertire il bisogno di qualcosa che non si sapeva bene identificare?

Finalmente qualcuno lo ha saputo decifrare.

In quel bisogno oscuro, qualcuno ha riconosciuto, con encomiabile certezza, la vitale necessità di una bambina grandicella di vestirsi come la sua bambola (e viceversa), di poter portarla dal parrucchiere o di farsi fare lo stesso taglio della sua amica di plastica e, naturalmente, di portarla a cena fuori, certa di trovare arredo e menù pronti ad accogliere entrambe.

Si tratta di American girl, uno shopping center specializzato nell'esaudire i desideri più nascosti delle fanciulle americane ancor prima che esse ne siano conscie.

Dopo cotanta fatica, le fanciulle possono rifocillarsi presso il bistrot annesso, dove troveranno un menù specialmente ideato per loro e le loro bambole, che, naturalmente, hanno il loro posto al tavolo con sedie e piatti adatti allo loro statura.

Sono previsti brunch, pranzo, tè pomeridiano e cena, con menù che prevedono uno sciupio di mini porzioni a forma di stelle, cuori, farfalle & c.

Tra i piatti più intriganti segnaliamo American Girl Pasta, panzerottini a forma di cuore ripieni di cremosa (sic) mozzarella su di un letto di farfalle alla panna accompagnate da stelline di toast al burro, dove, per meno di 2000 calorie, ci si mette in pari con la propria razione mensile di carboidrati in un colpo solo.

Inoltre, per le bambine sbadatelle che avessero dimenticato a casa la loro amichetta di plastica, è a disposizione un servizio sostitutivo, con tante amiche di plastica socievoli e beneducate, pronte a sostituire temporaneamte le titolari, per qualche spicciolo.

Come al solito, è tutto vero.

Mi raccomando, prenotazioni in anticipo.


Credits: immagine dal sito American Girl

mercoledì 17 dicembre 2008

Dai, beviti una sigaretta anche tu!

Ah, le meraviglie del progresso!

Finalmente qualcuno ha pensato anche ai poveri fumatori intrappolati in luoghi barbarici dove è crudelmente negato loro persino l'innocuo conforto di una sigaretta.

Infatti, una fantastica azienda olandese, la United Drinks and Beauty Corporation, ha creato Liquid Smoking, una bevanda che promette sollievo ai fumatori in astinenza da nicotina.

Curiosamente, qui da noi su sta spargendo la voce che contenga il 15% di nicotina, assolutamente smentita dalla stampa inglese (il Telegraph, per esempio).

I produttori sostengono infatti che il sollievo arrivi non dalla vituperata sostanza, ma piuttosto da un mix di erbe sudafricane che ingenererebbe, secondo i produttori, "un effetto leggermente energizzante, seguito da un senso euforico di calma e rilassamento".

Il tutto lasciando in bocca un gradevole gusto alla frutta, invece del classico gusto posacenere.

E con un apporto di sole 21 calorie per 275 ml!

Per ora è in vendita solo negli UK a £1.50, ma in effetti ci farebbe piacere vederlo anche dalle nostre parti.

giovedì 11 dicembre 2008

Viva la Japan! Altre simpatiche idee regalo dal sol levante

Che cosa faremmo senza i giapponesi?

Che cosa faremmo senza la loro immaginazione scatenata, senza la loro creatività sfrenata, senza il brio e la freschezza giocosa delle loro trovate?

Beh, sopravviveremo, suppongo.

Però molto più tristi.

Quindi, per evitare qualsiasi rischio, ecco subito subito una selezione di meravigliosi cadeux food related, indiscutibilmente made in Japan.

Enjoy.

La banana infinita

Questo simpatico giocattolino, riproduce il notorio piacere di sbucciare una banana all'infinito, simulandone anche la sensazione tattile, ed è vieppiù arricchita dalla voce della celebre doppiatrice di anime Saki Fujita (nella foto a destra) che dà voce ed emozione al simpatico frutto, per una esperienza al tempo stesso quotidiana e fuori dal comune.
Pare che si possa scegliere tra il rumore di sbucciatura di banana idiota, di banana sexy, di banana infantile e persino di banana combattiva. Ditemi se questo non è genio.
Fonte: japantrends.

Gli stampi per crescere gli ortaggi a forma di cuore e stella

Avete mai sentito un certo fastidio davanti a quella forma irrimediabilmente prevedibile del pomodoro, del cetriolo o della carota au naturel? Bene, ecco la soluzione: le formine per crescere codesti ortaggi in maniera più creativa. Ancora piccoli li infilate in questi meragliosi stampini e con un po' di pazienza avrete dei bellissimi vegetali pronti da affettare, tutti gusto e simpatia!
Solo $ 57 il set di 3, da japantrends.

Le formine da sandwich a tutta fantasia

Mamme! Avete anche voi un figlio che non vi mangia i tramezzini, esponendosi a rischio di gravi carenze di mayonese?
Da oggi potete rimediadiarel a questo pericolo con l'indispensabile macchinetta che vi auterà a preparare sandwich simpatici e colorati!
In dotazione, tante forme differenti, per rendere ogni merenda un momento veramente unico!
Praticamente regalato, a $ 63, ancora da japantrends.


L'edame portachiave

Gli amanti della cucina giapponese conoscono bene l'edame, uno snack molto comune e gustoso che consiste in baccelli di soya freschi fritti e salati.
Orbene, per chi ne sentisse il bisogno, eccone anche la versione in plastica, dove il piacere di sgranare il baccello non termina mai.
Invero, non arriva mai neanche il piacere della masticazione del baccello, ampiamente compensata, però, dalla simpatica faccina con espressione a sorpresa che si ottiene in regalo. Sono 12 in tutto e ci tratteniamo a stento dal collezionarle.
Solo $ 20, sempre da japantrends.

Il gioco del cane indisposto

Utile soprattutto per farsi passare la fame, questo divertente gioco, prevede che carichiate da un apposito for superiore, una simpatica bava verdina e alcuni pezzetti di plastica assortiti, per una simulazione più realistica dell'indisposizione canina.
I partecipanti dovranno poi recuperare i suddetti pezzetti con delle pinzette, stando attenti a non toccare la bava. Vince chi accumula più batteri.
Eccellente regalo per amiche a dieta e persone di spirito, costa solo $ 58, dal nostro oramai mitico japantrends.


Credits: tutte le immagini sono tratte dal sito Japantrends

mercoledì 3 dicembre 2008

Simpatiche idee regalo sotto i 50.000 euro

Natale è alle porte e oramai è tempo di regali.

Certo, il problema è sempre lo stesso: trovare qualche bella idea che sorprenda piacevolmente il destinatario del cadeau senza gravare eccessivamente sulle vostre finanze.

I dolci, poi si sa, sono sempre graditi e acconteno grandi e piccini.

E' per questo che vi segnalo volentieri alcune ideuzze sobrie ma di classe che incontreranno di sicuro anche il favore dei più esigenti.

Un pensierino senza impegno

Per esempio, The Sultan Golden Cake presso il Ciragon Palace Kempinski ad Istanbul: per soli $1000 uno squisito dolce farcito con albicocche, pere e mele cotogne marinate per 2 anni nel rum giamaicano e insaporite con del tartufo nero caramellato.
Servito in una elegante confezione d'argento e chiusa con un sigillo dorato, questo simpatico dolcetto viene preparato su ordinazione con un preavviso di almeno 72 ore


Una bella scatola di cioccolatini

I cioccolatini della libanese Patchi sono belgian style, biologici e farciti con ingredienti selezionatissimi da tutto il mondo. Non propriamente comodi da reperire, si trovano in poche selezionatissime boutiques tra cui un corner da Harrods a Londra e una boutique in Rue Victor Hugo a Parigi.
La confezione nella foto contiene 49 cioccolatini impacchettati singolarmente in scatola di pelle foderata in seta. Ogni cioccolatino è confezionato in una scatoletta di camoscio foderata in oro e platino e decorata con delle rose di seta o cristalli Swarovski. A richiesta si può includere un messaggio personalizzato. Pare però che ve li dobbiate masticare da soli.
Solo £5000, prezzo UK.

Va bene anche solo un brindisi...

Una cosina semplice, per carità. Un cocktail modesto, composto da cognac Louis XII, mezza bottiglia di champagne Cristal Rose, zucchero di canna, angostura e scaglie d'oro a 24 carati commestibili. Sul fondo, un piccolo cadeau: un anello di diamanti da 11 carati. Tutto questo preparato al vostro tavolo al Movida di Londra per sole £35.000, che includono peraltro anche la scorta di 2 guardie del corpo che vi assistono sino alla consumazione del drink.

giovedì 13 novembre 2008

Soundtrack per cenette romantiche - cortesemente offerto dalla premiata ditta Magoni & Spinetti


A tavola lo sai mi tratto bene
Mi piace che sia tutto come deve
Quindi siediti qui accanto a me, amore,
E non ti preoccupare

La pasta al dente è stata già scolata
Ho anche già condito l’insalata
Il formaggio, il pane, il vino rosso e poi
Miele e candele accese per noi

Magoni & Spinetti - Il cacio con le pere (2008)


Credits: immagine da istockphoto.com

mercoledì 5 novembre 2008

L'espresso perfetto? Semplice! Più o meno...


Di recente mi sono imbattuta nel divertente articolo di William Grimes per The New York Times sul migliore espresso che si possa bere a New York.

L'espresso, come ben sanno tutti coloro che hanno avuto problemi di tossicodipendenza da caffeina, è una cosa serissima.

O è perfetto o non è.

Immaginate che impresa titanica, quindi, per chi, come l'autore, vagola per tutta New York alla ricerca dell'espresso perfetto.

L'articolo, peraltro, è istruttivo.

A parte alcuni indirizzi che possono risultare provvidenziali per una eventuale crisi d'astinza da espresso oltreoceano, l'autore, che ha indagato la faccenda a fondo, ci offre la ricetta del perfetto espresso, strappata nientepopodimenochè al managing director della filiale statunitense di una notta azienda nostrana produttrice di caffè.

Cito testualmente:

The water must be heated to a temperature between 194 and 203 degrees Fahrenheit, then forced at nine bars of pressure, or about 135 pounds a square inch, through a quarter-ounce of finely ground coffee for 25 to 30 seconds, creating exactly one ounce of espresso.

Ovvero:

L'acqua deve essere riscaldata ad una temperatura tra i 90 e i 95 gradi Celsius, quindi spinta a 9 bar di pressione, circa 135 libbre per pollice quadrato, attraverso 7,9 grammi di caffè finemente macinato per 25-30 secondi, producendo esattamente 29,57 millilitri di espresso.

Chiaro, no?

Adesso vegliate sul vostro barista, e, mi raccomando, che non vi freghi con qualche libbra per pollice quadrato in meno.


Credits: immagine da SweetMarias.com

giovedì 30 ottobre 2008

Nuovi trend: le chef groupies

A New York è già pronta una bella infornata di celebrity chef di seconda generazione: trentenni fotogenici, tatuati, più o meno belli e dannati e già immortalati da amene pubblicazioni del calibro di Maxim in foto che dimostrano quanto in abiti civili i suddetti signori facciano la loro porca figura.

Come se non bastasse, il Daily News, con estrema professionalità, si interroga, oltre che sulle sorti del mondo, anche su temi di reale importanza, come per esempio quale sia lo chef newyorkese più sexy.

Lo stesso Time Out New York prende atto del fenomeno: la nuova generazione di cuochi fotogenici è in tutto e per tutto equiparabile alle rockstar, che se vogliamo oramai hanno tutte la loro bella età ed è tempo che lascino il posto ai giovani.

Insomma, è oramai cosa nota che tutti gli chef più in vista della città abbiano anche un bello stuolo di ammiratrici, peraltro molto poco interessate alla loro tecnica culinaria.

La solita attrazione femminile per il maschio celebre?

Forse, però le signorine in questione sembrano avere le idee chiare e sottolineneano ampiamente come le mani talentuose e le divise candide aggiungano incommensurabile fascino ai suddetti giovanotti.

Peraltro va detto che le medesime signorine trovano la divisa da chef piuttosto sexy, fornendo un'interessante testimonianza sulla pervasività del feticismo nella società contemporanea.

Bello.

Ma poiché è notorio che ciò che succede ora a New York succederà da noi almeno tra 10 anni, dovremmo aspettare un po' per goderci questi bei panorami anche da noi.

Nel frattempo, tutti i cuochi della penisola che desiderino portarsi avanti, la t-shirt nella foto la trovano da zazzle.com.

giovedì 16 ottobre 2008

Ufficiale! Anche qui si fa cultura!

Sissì, non fate quella faccia.

È cosa ormai risaputa che un bel giro di Trivial Pursuit fa chic e non impegna.

Orbene, in un blog come questo, dove si dibatto argomenti di fondamentale importanza per il genere umano e per la vita dell’universo, prima o poi dovevate aspettarvelo.

Contenti, eh?

1 - Geografia:

Quale, fra questi sali, non esiste?

1 Sale rosa dell’Himalaya
2 Sale rosso delle isole Hawaii
3 Sale nero di Molokai
4 Sale verde del Madagascar


2 - Storia

Come si chiama la scala con cui si misura il piccante di una data tipologia di peperoncino?

1 Scala Charl-Joseph Tropfnheim (in onore allo scienziato scopritore del gusto piccante)
2 Scala BT (spiritoso acronimo per Burning Tongue)
3 Scala Scouville (nome esotico senza significato ma dal bel suono)
4 La comunità scientifica internazione predilige ancora una medologia empirico-pratica che esula da misurazioni predefinite.


3 - Arte e Letteratura

Secondo Oscar Wilde, dopo una buona cena persino a chi si può perdonare?

1 Ai propri vicini di tenuta, anche se danno una festa con tanto di orchestra che suona senza sosta pezzi di valzer indiavolati e strepitio di carrozze sino alle prime luci dell’alba
2 Alla propria servitù, anche se non inamidano correttamente i sottocolli ed i retro polsini della camicia di seta vergine da indossare sotto il primo gilet del completo per la passeggiate delle sei.
3 Ai propri parenti (probabilmente anche se vestiti fuori moda).
4 Ai propri politici, anche se hanno aumentato le tasse sull’importazione del velluto e dello chiffon


4 - Spettacolo

Secondo Foodwatch.de, qual è l’alimento più pericoloso?

1 La carne. Le flatulenze degli animali da allevamento produrrebbero una quantità di biossido di carbonio di proporzioni di poco inferiori al traffico automobilistico totale della nazione. Ma soprattutto si teme che la notizia fornisca spunti per sketch ad un bel po' di comici televisivi.
2 Le patatine fritte. A parte istigare le più remote cellule femminili a trasformarsi in cellulite, i vapori della frittura intaccano i monumenti, lasciando però vergognosamente indenni i piccioni. E poi Bovia ci fa pure le canzoni.
3 Il cocomero, perchè, come diceva Enrico Caruso, mangi, bevi e ti lavi la faccia. Qualsiasi sia il costo dell'abito che indossi.
4 Ma dai, lo sanno tutti! È il formaggio con i vermi, che lo mangi e ti viene il verme solitario e poi dimagrisci come Maria Callas.


5 - Scienze

Che cos’è un’amarula?

1 Un piccolo rettile del Botswana, molto gustoso grazie ai consistenti depositi di grasso sottopelle di forma tondeggiante, particolarmente adatto per piatti alla griglia
2 Un liquore del Sud Africa, cremoso e molto dolce, prodotto dal frutto dell’albero della marula, particolarmente adatto per aperitivi trendy nella giungla.
3 Uno stufato tipico del Mozambico a base di tapioca e carne di zebra molto piccante, particolarmente adatto alle fredde sere africane.
4 Un minerale molto diffuso nello Zimbawe, affilato e leggero, particolarmente adatto a scacciare gli scrittori di domande fastidiose.


6 - Hobby e Sport

Quale di questi sport, legati al cibo, esiste veramente negli States (con tanto di federazione nazionale)?

1 Lancio del tramezzino farcito (Sandwich Shot Put)
2 Gara di resistenza alla visione di programmi sul cibo a digiuno (Culinary Shows Fasting Endurance)
3 Salto in alto con consumazione del maggiorn numero di uova sode disposte ad una determinata altezza (Eggs High Jump)
4 Gara di ingurgitamento del maggior numero di hot dogs nel minor tempo possibile (Competitive Eating)


Domanda di laurea - Hobby & sport
(si sa, gli "amici" scelgono sempre quella)

Quale di queste professioni non esiste?

1 L’idrosommelier, il degustatore di acque che sceglie l’acqua più adatta per pulire la bocca tra un pasto e l’altro
2 Il Beer Sommelier, il sommelier di birre, che sceglie la birra più adatta per esaltare il sapore del piatto che si sta consumando.
3 Il Tea Sommelier, che sceglie le qualità di the più pregiate per costituire una carta dei the seria e completa, oltre a supervisionarne la corretta somministrazione.
4 Il Soft Drink Sommelier, che seleziona i soft drink a seconda della giusta addizione di anidride carbonica e zuccheri, per un corretto accostamento alla pietanza consumata.


Segnate tutte le risposte? Bene, le soluzioni sono qua sotto.




Un po più sotto...




Ancora un po più sotto...




Si, tranquilli, ci sono. Eccole qua:
1:4; 2:3; 3:3; 4:1; 5:2; 6:4; laurea:4